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"APRILE 2007"

D'Alesio Group: Storia di una prestigiosa flotta italiana

E' poco probabile che il "modesto" armatore di Torre del Greco, Gaetano D'Alesio immaginasse, quando era in vita, che un giorno un altro Gaetano, suo nipote, avrebbe mandato per i mari del mondo navi ben più grandi e potenti dei piccoli bastimenti a vela con i quali lui effettuava il cabotaggio nei mari di casa, alla fine del 1800.

D'altra parte, come avrebbe potuto prevedere che suo figlio Antonio, imbarcato sin da giovanissimo sulle navi del padre, sarebbe venuto in viaggio di nozze a Livorno per fare visita ad un parente e che da qui non si sarebbe più mosso per tutta la vita? Correva l'anno 1911 e l'incontro con il Porto di Livorno ed i suoi operatori, soprattutto gli Sgarallino e i Neri, segnò una volta per tutte il corso dell'esistenza di Antonio D'Alesio. Fu qui infatti che la sua valentia di comandante di rimorchiatori portuali e d'altura trovò riconoscimento e occasioni di impiego. Mise quindi su casa vicino al porto e in questa casa, compresa nel territorio della parrocchia di San Pietro e Paolo, il 12 Aprile 1912 il Cavaliere del Lavoro Gaetano D’Alesio venne al mondo e fece le sue prime esperienze di vita.

Gaetano fin da giovane dimostrò una spiccata vocazione all'ambiente marittimo e portuale. Fu certamente questa vocazione che gli consentì di ferrarsi rapidamente nel mestiere e gli fece presto desiderare di mettersi in proprio. Cosa che puntualmente avvenne quando, a soli diciotto anni, essendo il più giovane spedizioniere doganale italiano regolarmente patentato, si cercò un ufficio e, trovato uno stambugio sugli Scali Cialdini in prossimità dell'ingresso del porto, dette inizio all'attività della "sua" ditta.

Si era nel 1930 e, da allora, l'esistenza di Gaetano D'Alesio ha costantemente avuto due connotazioni precise: il gusto dell'intrapresa e l'attaccamento per la sua città. Quanto questo sia vero è facilmente dimostrabile scorrendo le tappe del suo cammino da imprenditore. Con gli anni che passano e con la famiglia che intanto ha messo su e che comincia a crescere, l'attività di spedizioniere presto non gli basta più.

Viene il 1940, l'Italia entra in guerra, l'attività del porto comincia a languire ma lui intuisce che sul mare c'è ancora da lavorare. Sul mare si continua, malgrado tutto, a pescare e la pesca è un fatto importante, specialmente quando gli approvvigionamenti di altri alimenti si fanno più difficili. Così, insieme a Costante Neri, comincia a fare costruire pescherecci, rivendendoli ai pescatori. E' il suo primo approccio con la costruzioni di navi, settore che praticamente non abbandonerà più.
Infatti, nel primo dopoguerra, Gaetano D'Alesio decide di riprendere, da Livorno, quella che era stata l'attività di suo nonno e di mandare per mare la prima nave tutta sua. La commissione a costruire è naturalmente per il Cantiere Navale Orlando di Livorno.

Siamo nel 1947, la nave è piccola piccola, appena 70 tonnellate, ma ogni percorso comincia con il primo passo e, in fondo, è da quel modesto natante che discendono tutte le altre navi con la bandierina rossa e blu che oggi solcano i mari del mondo.
La piccola nave del 1947 è presto affiancata da altri bastimenti, tutti comunque orientati verso il trasporto di prodotti petroliferi. Anche perché, con gli anni cinquanta, D'Alesio costruisce, naturalmente a Livorno, il suo deposito costiero, cosa che gli consente di incrementare vieppiù la sua attività di armatore. Così le navi divengono 6 negli anni settanta, 12 nel decennio '70-'80, 25 all'inizio degli anni novanta. Certamente lo sviluppo più recente dell'azienda è anche frutto dell'entusiasmo dei due figli, Antonio e Nello, che Gaetano D'Alesio chiamò accanto a sé nel 1965 e che già si apprestano a fare altrettanto con i rispettivi figlioli. Di una cosa si può essere in ogni caso certi: ciò che è riuscito a fare Gaetano D'Alesio lo ha fatto sì per il quel gusto dell'intraprendere che gli era proprio ma, sicuramente, lo ha fatto da Livorno e anche per Livorno, la città dove il padre Antonio scelse di vivere e dove lui ha sempre pensato in livornese. Il Cavaliere del Lavoro Gaetano D'Alesio scomparve improvvisamente il 21 novembre 1996 all'età di 84 anni.

La Professionalità in Porto
di Paolo Angeletti

La gestione per l'applicazione dell'impianto legislativo L. 84/94 ed il conseguente riordino della portualità hanno sollecitato il processo di trasformazione e regolamentazione, dando nuovi indirizzi strutturali e organizzativi dell'area portuale.
Ora, senza dover giungere all'estrema e discutibile affermazione che la nave in porto è da intendere come "propaggine di banchina", bisogna pur prendere atto del processo di integrazione funzionale nave - terminale di una costante trasformazione del porto e della sua organiz¬zazione che lo ha portato da semplice luogo di raccolta e smistamento merci prevalentemente sotto "gancio", con lavoratori generici, ad essere sistema ben più complesso, in cui le risorse umane e tecnologiche devo¬no adeguarsi alle nuove necessità organizzative, dettate essenzialmente dalle nuove linee guida riguardanti la nuova organizzazione, la sicurezza
e la competitività.
Tutto ciò implica per l'intera organizzazione un lavoro costante di auto-razionalizzazione e aggiornamento con l'obiettivo principale di ottimizzare e specializzare la professionalità delle risorse già presenti in azienda a tutti i livelli e, laddove non ancora esistenti, crearne di nuove attraverso la formazione, informazione e addestramento.
Nella fase di inevitabile interazione nave-porto, lo stesso armamen¬to cominciò ad essere interessato ad entrare con quote di partecipazione alla ristrutturazione e specializzazione del porto.
Occorrevano soluzioni concrete per superare la crisi di identità del lavoratore portuale "generico" venutosi a trovare in una condizione sem¬pre più precaria a fronte delle pressanti richieste di nuove competenze da
parte della nuova organizzazione.
Occorreva quindi far fronte all'urgenza di creare professionisti ade¬guati ad ogni ruolo e funzione, dotati di un sapere specialistico costruito attraverso nuovi processi formativi impostati ad hoc e periodi di forma¬zione pratica sul lavoro in affiancamento.
Pur riconoscendo, dopo la riforma, la necessità di dare in breve tempo un avvio ad un processo che rendesse le professionalità maggiormente specializzate nelle attività portuali, il compito apparve di non facile soluzione.
Necessitava prima di tutto conoscere in ogni singola fase dei ciclo di lavoro ed in dettaglio tutte le funzioni da esplicare, da qui, individuare e definire gli strumenti necessari per l'acquisizione di tale condizione professionale forte di nuove specializzazioni; stabilire inoltre i contenuti dei programmi che avrebbero dovuto ridisegnare gli standards professionali, per delineare come dovrà comportarsi e cosa dovrà sapere e saper fare il lavoratore portuale, così da favorirne l'inserimento nel nuovo sistema nave-porto.
L'attività portuale così ridisegnata nella sua dinamica evoluzione, continua ad aver bisogno di modifiche nell'organizzazione e nell'articola¬zione del lavoro per la continua evoluzione tecnologica, dei mezzi, attrezzi e delle stesse modalità di trasporto; per questo, oltre a definire i processi formativi associati ad ogni profilo professionale, continua ad essere necessario quel processo di auto ristrutturazione fatto di concreti percorsi di aggiornamento rivolti indistintamente a tutte le maestranze ma che, a rigor di logica, può e deve riguardare anche tutti i quadri tecnici.
Ciò significa curare assiduamente e dettagliatamente la preparazio¬ne di ogni profilo professionale, attraverso una conoscenza approfondita di tutte le relative competenze teoriche ed operative, senza trascurare le implicazioni sociali, dato che le capacità relazionali e di comunicazione giocano un ruolo preminente nel nostro settore dei "servizi". In uno stu¬dio precedente della Fit-Cisl, propedeutico a questo testo e riguardante l'organizzazione del lavoro portuale nell'ambito appunto delle nuove esigenze di specializzazione dei cicli produttivi, sono stati espressamente identificati i nuovi "profili professionali in porto", conseguenti alla "termina¬lizzazione"; un'analisi finalizzata solo a definire ruoli e dettagliare compiti e funzioni della forza lavoro nelle aree operative, logistiche e tecniche con le relative attribuzioni di responsabilità inerenti la sicurezza ed igiene (lei lavoro svolto a terra ed a bordo delle navi.
Oltre all'identificazione dei ruoli e delle funzioni, di cui sopra, dagli stessi obblighi legislativi, determinati dall'applicazione delle norme, scatu¬risce l'inderogabile esigenza della professionalizzazione della risorsa lavo¬rativa per far fronte all'impellente necessità di rispondere adeguatamente alla richiesta di mercato della committenza armatoriale di operazioni portuali e servizi non più generici ma specializzati. Operazioni e servizi organizzati e svolti da personale specificatamente qualificato, con mezzi ed attrezzature tecnologicamente avanzate, che risponde adeguatamen¬te al vertiginoso aumento della produttività.

"LA PREGHIERA DEL MARINAIO, SUO ORIGINI ED...UN GIALLO"
di Francesco Del Pozzone

E' stato gesto veramente opportuno ed idea felicissima, introdurre nel frontespizio del Numero 0 di questa nostra Rivista, a motivo di beneaugurante e benedicente auspicio, il Testo della notissima Preghiera del Marinaio, che tanta emozione suscita, nel momento della recita o del semplice ascoltare, nell'animo di tutti coloro che, a vario titolo e grado, quotidianamente operano nel Settore marittimo e dallo stesso sempre infido mare traggono sostegno e sostentamento per sè e per i loro cari. Soffermandoci, sia pur brevemente sulla genesi della mentovata Preghiera, dobbiamo colla memoria riandare al principare del Novecento ultimo scorso, allorquando il benemerito Mons. Bonomelli, facendosi interprete del sentimento religioso che, vivissimo!, palpitava negli animi dei Marinai della Regia Marina, contattò il noto poeta e scrittore Antonio Fogazzaro affinchè componesse una sorta di Preghiera da recitarsi a bordo delle Regie Navi, ormai del tutto sprovviste di Cappellani addetti al sostegno spirituale degli Equipaggi a motivo delle tensioni allora esistenti tra il Regno d'Italia ed il Vaticano, tensioni che, purtroppo, si acuirono dopo la presa di Roma del Settembre 1870. Il Fogazzaro aderì con entusiastico slancio alla proposta del Presule di Cremona ( il Bonomelli citato) ed il brano della Preghiera fu già pronto all'inizio dell'anno 1902. Accadde poi, che in occasione della Bandiera di guerra alla Regia Nave " Giuseppe Garibaldi", splendido esemplare d'Incrociatore corazzato, il comitato di Dame Genovesi offrissero anche una nivea e serica Bandiera riportante, nella sua interezza, il testo della Preghiera del Marinaio esprimendo, nel contempo, il desiderio che la stessa fosse innalzata sulla plancia della citata Nave nelle occasioni solenni. In effetti, il Comandante della Garibaldi, Cesare Agnelli, interpellò nel merito il Ministro della Regia Marina, Amm. Morin, il quale concesse che la Preghiera fosse recitata " nell'ora dell'ammainabandiera, con equipaggio schierato a poppa". Da allora, tale pretica di diffuse in modo lestamente meraviglioso e divenne consuetudine su tutte le Navi della Regia Flotta. C'è, però, una specie di "giallo" da risolvere: molti asseriscono che la Recita venne eseguita, per la prima volta! certamente sul Garibaldi, ma che si trovava alla "fonda" nella nostra lunata rada di Gaeta. Dunque, dove fece il suo esordio la Preghiera del Marinaio, a Genova, come comunemente si crede, o nel nostro glauco golfo di Gaeta? Auspichiamo vivamente che qualche appassionato di storia della nostra marineria ci sovvenga in aiuto per far luce e chiarimento su tale episodio che, tra l'altro, se veramente compiuto a Gaeta., verrebbe a conferire maggior lustro ed onorevole tono alla nostra memoriosa Città e alla sua laboriosa marineria


L’Angolo della Poesia

a cura di Luigi Scarnecchia

Gioia di Primavera
Dal sogghignante inverno il gelido pastrano
avulso dal sol con decisa pargola mano
par che il mondo scacci quel grigiore strano,
della rugiada mattutina s’inebria la flora
se ne terge il viso ad aspettar l'aurora
anelante come cuori amanti ad ogn'ora.
La garrula rondine tra risvegli tetti vola
la stridula cicale al florido gelso s'invola
l'alacre formica tra i campi, va, trasognante
l'amena farfalla tra i color dei prati, danzante.
L'avido merlo del nespolo coglie il sapore
l'allegro passero s'aggira tra il mandorlo in fiore
l'obera selva nei profondi sospiri rinasce
come al pascolo l'ovino quieto, belante pasce
Nell'aria leggera della natura soave il profumo
a vincere degli scorsi usti camini l'acre fumo
a sorreggere un aquilone negli strati verso il cielo
del giocondo bimbo incantato all’aleggiante velo.
Dal mare sale l'odor di alghe e dei fondali il cespo
a riprender carezze dall'astro più caro e vispo
ed il canto dei pescatori giunge nostalgico alla tartana
a rimirar le reti, il pescato, nella rada ridente gaetana.


"Don Achille e i 40 Ladroni "
Non siamo nel paese delle "Mille e una notte" ma a Napoli in casa del Professor Michele Palumbo e di suo padre Achille, un ex postale in pensione.
La vicenda potrebbe prendere spunto da uno di quei tanti episodi che ci passano sotto gli occhi tutti i giorni, in cui l'umorismo nasce dal "buffo quotidiano" con i suoi aspetti più comici e dalla presenza bizzarra e singolare dei prota-gonisti che, chiusi nella loro sottile, elegante incomunicabilità e forti del proprio egoismo, molto spesso giocano con le emozioni altrui. Padri, figli e cognate, portinai e vice portinai, cameriere, medici e fratelli stranieri da adottare in un crescendo di situazioni comiche e divertenti, a tratti para-dossali, il cui finale... meglio non anticipare. Sarà il caso di dire: `parenti serpenti e.. chi di spada ferisce... "? I due atti comici, sono una rivisitazione della commedia teatrale "Parcheggio Custodito" di Gerry Petrosino, gio-vane autore campano. Alcuni momenti scenici uniti a contesti particolari hanno fornito al regista lo spunto per dare un diverso titolo alla commedia: "DONA CHILLE E 140 LADRONI'.

 

 

 

 


Il Robytour
(tratto dal sito www. robytour.it)
Il Moto Raduno “Robytour” è iniziato nel 2003 con un semplice giro di telefonate tra amici ed un passaparola “senza impegno”. “L'unico obiettivo” spiegano gli organizzatori “era quello di trascorrere una giornata in moto con alcuni amici entusiasti ed appassionati”. Il 21 settembre 2003, una spensierata passeggiata si è tramutata in un vero e proprio motoraduno estemporaneo con la partecipazione di circa 170 centauri, che, dopo l'esaltante esperienza, hanno tenuto acceso il ricordo dell'evento per un intero anno, tale da stimolare Roby a replicarlo l'anno successivo.
Il secondo Robytour del 2004 ha letteralmente sfondato, con ben 323 presenze, evento che ha convinto Roby a replicare annualmente il Robytour, fissando così la data alla seconda domenica di settembre. Nell' aprile del 2005 è stato realizzato il sito che ha contribuito notevolmente
ad incrementare la partecipazione fino a 535 centauri nel 2005 e, ad oltre 1000, nell'ultimo del 2006. Il motivo principale dell'enorme successo è che al Tour si partecipa in assoluta liberta', è aperto a tutti, singoli o associati, senza obblighi e senza corrispondere quote di iscrizione od altro.
Per quanto riguarda il sito, è da visitare soprattutto per saperne di più sugli autovelox presenti sulle principali arterie viarie del Sud Pontino. Roby Tour: ad maiora semper…

 

STUDENTE GAETANO
OTTIENE UN IMPORTANTE
RICONOSCIMENTO

di Antonio Troisi
Dirigente Scolastico Istituto d'Istruzione Secondaria Nautica e Commerciale "Giovanni Caboto "

Molte volte inviamo Comunicati che riguardano l'Istituto, le attività che svolge, i finanziamenti ottenuti, poche volte è stato sottolineato il valore degli allievi che frequentano la nostra scuola.
Infatti, dopo il "caso lannitti" che nell'autunno 2005 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica, Carlo A. Ciampi, la Medaglia d'Oro per Alfiere del Lavoro grazie al conseguimento della Maturità con piena eccellenza e con una media dei voti nel quinquennio pari a 9,82, altri allievi si sono distinti in altre attività tanto che una rete nazionale, SAT 2000, del circuito Rete Blu, dall'aprile 2006 ospita due volte al mese gli allievi del "Caboto" per affrontare con loro riflessioni, in diretta TV, sulle tematiche più sentite del mondo giovanile.
Vogliamo, però, fermare la nostra attenzione su un altro allievo del "Caboto" che in questi giorni ha ottenuto un'affermazione di rilievo vincendo le "Gare Nazionali degli Istituti Tecnici" per l'indirizzo "Aspirante alla Direzione di Macchine - Apparati e Impianti Marittimi".
Si tratta di Alessio Spinosa, 19 anni di Gaeta, che frequenta la quinta classe AIM del "Caboto". Figlio di diplomato Nautico, Alessio, lo scorso Dicembre ha sfidato a Trieste gli allievi degli altri istituti italiani di pari indirizzo con due prove scritte che riguardavano le discipline di indirizzo: Macchine, Impianti Tecnici di Bordo, Impianti elettrici, risultando il vincitore. E' la prima volta che l'Istituto partecipa alle gare nazionali per lo specifico indirizzo con un proprio allievo, distinguendosi subito per la qualità degli stessi.
Alessio, a ridosso delle feste pasquali, ha ricevuto la borsa di studio dalle mani del Direttore Generale del Ministero e del Vice Ministro della P.I., che hanno sottolineato il valore degli allievi che hanno vinto le gare nazionali per ciascun indirizzo di studi. "Questi sono l'espressione
della qualità della stessa scuola italiana e degli Istituti di provenienza". Il valore di quanto ha fatto Alessio
Spinosa è ulteriormente accentuato dal fatto che è stato l'unico allievo a sud dell'Arno ad essersi distinto nelle gare degli Istituti
Tecnici, gare dominate quasi esclusivamente dalle regioni del Nord, ed unico assoluto nella Regione Lazio. A lui l'augurio e la festa degli amici e dei docenti del "Caboto" che tiferanno ancora, per il suo successo nella vita e nel mondo della cultura. Alessio, nei cinque anni di studi al "Caboto", oltre ad essere un allievo attento ed impegnato, ha sempre dimostrato disponibilità nei confronti dei propri compagni che spesso aiuta negli studi e nella preparazione, non ritenendo le sue capacità come un tesoro da custodire gelosamente, non nasconde di voler intraprendere gli studi di Ingegneria Meccanica.
Il prossimo dicembre, il "Caboto" ospiterà le gare nazionali per l'indirizzo AIM.


Sport gaetano

a cura di Antonino Pio Marzullo
(ideatore e direttore del sito www.sportgaetano.it)


Gaeta_ “ Fuocone, fuoco, fuocherello e fuochino”, un modo diverso e divertente per fotografare fedelmente l’andamento e le prospettive, piuttosto promettenti, dello sport gaetano. C’è già, però, chi può ardere di gioia, “fuocone”, per aver centrato un obiettivo fortemente voluto e raggiunto con ben tre giornate d’anticipo rispetto al calendario. Parliamo dell’AS Volley Gaeta, team che milita, anzi, che militava nel campionato di serie D femminile di pallavolo, da domenica sera matematicamente promosso in serie C. Il gruppo d’atlete guidate in panchina da coach Stefano Ciano ha sbaragliato l’intero lotto di contendenti al titolo, imponendo un ritmo infernale alla competizione, dove, a parte la tappa di Sant’Elia, ha sempre imposto a suon di 3 a 0 la sua legge: “ quella del più forte”. Sempre parlando di pallavolo, entriamo nella zona rossa del “fuoco”, dove il primo posto spetta di diritto al Serapo Volley Gaeta, formazione che tra pochi giorni potrebbe regalarsi e regalare a tutto il movimento sportivo gaetano una storica promozione in serie B. Al sestetto di coach Toni Bove, un tecnico che ha saputo incidere in misura massimale nell’esito finale della sua squadra nel campionato di serie C maschile di pallavolo, mancano solo tre punti per mettere mani e piedi nella serie cadetta. Forza ragazzi, quando mancano ancora tre turni alla fine del campionato.
La voglia di festeggiare è tanta, e prima si festeggia e meglio è per tutti.
Ora entriamo idealmente nel zona “fuocherello”. Il successo esterno contro la Mentana Jenne, quando mancano quattro” finalissime” da disputare nel campionato d’Eccellenza, ha permesso uno straordinario recupero in graduatoria del Gaeta di mister Davide Palladino. Recuperando il gap accumulato dall’11 biancorosso durante l’esperienza negativa di mister Marco Ghirotto, il tecnico gaetano ha portato la sua squadra al secondo posto in classifica. Col Frascati di nuovo sotto la lente d’ingrandimento della giustizia sportiva dopo l’appello presentato dal procuratore federale, senza più l’ombrello del “Signore del palazzo”, ma soprattutto con una squadra che scoppia di salute e caricata a mille sognare il primo posto, cosa che noi abbiamo sempre sostenuto anche quando tutto sembrava perso, non è più una chimera ma un obiettivo alla porta di Roberto Festa e compagni. Spostiamo ora lo sguardo nella zona più tiepida, quella idealmente rappresentata dal “fuochino”, dove la temperatura tende a salire ma tuttora resta lontana dal bollire. In pole position troviamo due squadre: Serapo Marvecs Gaeta, Serapo Sport Gaeta, Pol. Gaeta calcio a 5 ed Enea Gaeta. Parliamo dunque di pallacanestro maschile, pallanuoto femminile, calcetto e calcio di seconda categoria. Il Serapo Marvecs Gaeta ha già strappato da tempo il biglietto per i play off, ma deve e può strappare il primo posto al Contigliano, formazione che ora condivide il primato con gli uomini di coach Alessandro Iacozza nel girone B del campionato di seri C2. Si deciderà tutto nell’ultimo turno di campionato, quando il quintetto gaetano farà visita all’All Basket Roma. Visto il vantaggio nella classifica avulsa rispetto al Consigliato, se dovesse vincere il team biancazzurro cenerebbe l’obiettivo, guadagnando il diritto a partire dalla posizione vantaggiosa nei paly off, acquisendo inoltre il diritto a passare dal fuochino al fuocherello. Idem per il setterosa di coach Enzo Baldassarre, parliamo di pallanuoto femminile, che ha riconquistato il secondo posto in classifica e solo due giornate dal termine della regular season. Arrivare nei primi due posti del raggruppamento nord della serie A2, formula alla mano, consentirebbe a Miriam Patella e compagne di accedere direttamente alla semifinale, senza passare dai quarti. Per centrare il traguardo sarà necessario vincere le prossime trasferte a Lerici e Tolentino, dove non sono ammesse distrazioni di nessun tipo. Forza ragazze, fateci ribollire di gioia. Stesso incitamento rivolgiamo alla Polisportiva Gaeta, che si prepara ai play off nel campionato di serie D di calcio a 5 partendo dal vantaggioso secondo posto acquisito, dove la squadra di mister Mario Caneschi potrà far valere la sua incommensurabile caratura tecnica e il fattore campo. Problemi legati all’infermeria e alla condizione precaria dal punto di vista atletico hanno frenato in classifica l’Enea Gaeta, ma la compagine rosanero ha tutte le carte in regola per riprendersi il primato in classifica e tagliare, seppur soffrendo fino in fondo, il biglietto per un posto al sole nella serie superiore. E allora ci viene voglia d’urlare a squarciagola FORZA GAETA, chiedendo perentoriamente un “Fuocone” gigantesco dove, sportivamente parlando, bruciare tutte le avversarie che si trovano sulla strada del successo. APM

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