| Avviso ai
naviganti |
L’Associazione
A.Ma.Re. – Gaeta si stà attivando per il
recupero dell’IRPEF pagato per il periodo di malattia
negli ultimi cinque anni. Inoltre per i marittimi italiani
imbarcati su navi battenti bandiere estere per periodi
superiori ai 183 giorni l’anno è prevista
l’esclusione dalla base imponibile del relativo
reddito come specificato nell’articolo 5, comma
5 della legge del 16 marzo n. 88.
Per ulteriori informazioni, rivolgersi alla sede dell’Associazione
Marittima Regionale in via Europa, 54 Gaeta. |
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Grimaldi Group ed Istituto
Tecnico Nautico: sinergia vincente.
Con l’approvazione da parte della Regione Lazio dei Poli Formativi
e dei percorsi I.F.T.S. (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore),
accanto alle altre, assume un rilievo del tutto singolare la collaborazione
tra la Grimaldi Group di Napoli e l’Istituto Tecnico Nautico
“G. Caboto” di Gaeta.
Infatti, la Grimaldi Group di Napoli con una gestione di ben 120
navi ed altre 12 in costruzione, con oltre 7000 dipendenti tra personale
di bordo e di terra, con un fatturato di un miliardo e mezzo di
euro è leader mondiale nel trasporto ro/ro. Inoltre, ad oggi,
è l’ armatore che concretamente porta avanti con forti
investimenti lo sviluppo delle autostrade del mare.
Le grandi aziende, come le società che hanno svolto un ruolo
leader nella storia, si sono sempre preoccupate di formare le proprie
classi dirigenti. La Grimaldi Group di Napoli, non ha mai delegato
il proprio ruolo a terzi ma da sempre investe nella formazione dei
suoi equipaggi. Già dagli anni 80’ ha operato organizzando
corsi di studio affinché tutto il suo corpo ufficiali conseguisse
il doppio diploma (macchina e coperta), scelta che portò
ad un importante miglioramento dei profili professionali del personale
navigante e favorì anche la riconversione di questi nelle
professioni e gestioni di terra dell’Azienda. In questo modo
la società ha dato risposte concrete alla difficoltà
che attraversa tutta la marineria commerciale d’Europa che
trova difficoltà a reperire Ufficiali. La Grimaldi Group
oggi continua ad organizzare corsi mensili di aggiornamento per
tutto il suo personale dipendente ed è una delle poche realtà
amatoriali italiane che continua ad imbarcare 3 allievi ufficiali
per ciascuna unità, vera scuola per gli ufficiali della marina
mercatile.
Dagli accordi intercorsi tra l’Armamento e l’ Istituto
Nautico di Gaeta parte l’ultima iniziativa (ma solo in ordine
di tempo) nel campo della formazione.
Infatti da quest’ anno, con l’inizio dei corsi per “Tecnico
Superiore per la Conduzione Di Navi Mercantili – Sezione Coperta”,
che coinvolgerà direttamente l’Azienda e l’Istituto,
quest’ultimo diventerà Centro Eccellenza della Grimaldi
Group Napoli attraverso l’ organizzazione di corsi annuali.
Il tutto nasce con non pochi sacrifici ed è stato ideato
e portato avanti dal Preside Antonio Troisi, il Comandante d’
Armamento del Gruppo, Cap. Alfonso Vitale e dal dott. Giambattista
Balletta Commercial Manager Short Sea.
Già durante il primo corso, al fine di raggiungere alti standard
professionali, gli allievi saranno seguiti, attraverso lezioni frontali,
seminari, simulazioni e stages, da figure altamente professionali
che la Compagnia di Navigazione metterà a disposizione in
modo di istaurare un rapporto diretto e costruttivo con gli aspiranti
allievi, trasferendo le competenze acquisite nell’esercizio
professionale alle nuove leve, esattamente come accadeva nei primi
decenni di vita dell’Istituto (metà ‘800), quando
i Comandanti di Gaeta addestravano i giovani iscritti alla scuola
nautica. Accanto alla preparazione teorica scenderà in campo
la ricchezza e le competenze professionali del personale Grimaldi.
Gli allievi ammessi al primo corso verranno selezionati direttamente
dalla Grimaldi Group di Napoli tra coloro che, conseguito il diploma
da Tecnico dei trasporti Marittimi (Capitani), mostreranno forti
motivazioni, passione per il lavoro marittimo e competenze. A fine
corso, lo stesso Gruppo selezionerà per l’ imbarco
gli allievi che rientreranno nei parametri stabiliti di concerto,
trasformando la formazione in autentica opportunità di lavoro.
Il Comandante di Armamento, Cap. Alfonso Vitale, sottolinea come
la scelta della collaborazione della Grimaldi
Group di Napoli con l’Istituto Nautico “Caboto”
di Gaeta nasce dalla stima a dall’ apprezzamento di un istituto
sempre lungimirante nelle sue scelte formative e di indirizzo.
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO PORTUALE
di Paolo Angelitti
La
nave ed il porto hanno conservato posizioni tradizionali in termini
strutturali, infrastrutturali, attrezzistici ed organizzativi fino
agli anni 60'.
Successivamente cominciò una lenta evoluzione che, di fronte
alle pressanti esigenze e innovazioni del trasporto marittimo, costringeva
i due vettori, marittimo e portuale, a sforzi di adeguamento ed
adattamento di volta in volta improvvisati perché dettati
da necessità estemporanee e comunque mai liberamente scelti
sulla base di esigenze di ottimizzazione delle due realtà
operative.
Le due attività, quella marittima e quella portuale, sono
rimaste sempre distinte nelle rispettive realtà organizzative:
la nave, nella sua tradizionale struttura ed attrezzatura per il
trasporto di merci varie; ed il porto con una organizzazione caratterizzata
da un monopolio garantito ed una attività "taylorizzata"
nella razionalizzazione del lavoro che aveva lo scopo di aumentare
la produttività mediante la suddivisione rigida in fasi distinte
ed autonome dell'intero processo lavorativo.
La pratica internazionale del trasporto alla condizione "liner
terms", largamente in uso, riferita al trasferimento
di ogni tipo di carico, "merci varie", da porto a porto
con la consegna e riconsegna al gancio, "sottopalanco"
in banchina, continuava ad essere l'unico sistema in uso nell'attività
portuale, perché poneva chiari limiti di responsabilità
dei vettori per la detenzione delle cose, permettendo nel contempo,
di conservare l'organizzazione del lavoro portuale tradizionale
limitata alla movimentazione del carico a bordo "da o per"
la stiva (tiraggio - Stowage/Unstowage) e sottobordo "da e
per" la nave (facchinaggio - Shore labour).
È il caso di ricordare che fino all'ultimo conflitto bellico
e subito dopo, il costo finale di un prodotto era caratterizzato
dai costi di produzione e di trasporto, dove quest’ultimo
incideva in minima parte sul costo finale. Con l'industrializzazione
della produzione (catene di montaggio, robottizzazione, assemblaggi
programmati, ecc.) diminuiscono i costi di produzione, mentre crescono
notevolmente quelli del trasporto, favoriti dalla costante tendenza
alla mondializzazione degli scambi commerciali.
Subentra una responsabilità globale degli alti costi del
trasporto e solo alla fine degli anni 60' inizia lo studio per razionalizzare
il sistema dei trasporti via mare; per la prima volta la nave ed
il porto di conseguenza si trovano accomunati nella ricerca di un'economia
di scala, vista come guadagno in termini di aumento della produzione
nel trasporto e nel maneggio, affrontando un processo di adeguamento
strutturale ed infrastrutturale e ad un aumento dell'efficienza
organizzativa.
Si punta inizialmente all'aumento della velocità di trasferimento
delle merci che si rileva dopo poco tempo fallimentare; i pochi
giorni di guadagno nelle traversate oceaniche, con rilevanti consumi
di combustibile, si perdevano nei porti dove le organizzazioni muovevano
i primi passi verso quell’efficientismo richiesto in termini
di organizzazione per incrementare le rese e di miglioramento della
sicurezza sul lavoro raggiunto solo dopo la riforma del 1994.
La specializzazione strutturale ed attrezzistica della nave, sollecitata
dalla stessa evoluzione e innovazione degli imballaggi (reggettatura,
preslingatura, unitizzazione, containerizzazione, chiattaggio e
lavoro orizzontale), vista come capacità di utilizzo di ogni
nuovo progetto tecnologicamente avanzato per aumentare la produzione
con l'aumento della "capacità di stiva" - preso
successivamente in considerazione - fu determinante nel processo
evolutivo sia di specializzazione della nave in fatto di tipologie
(autostivanti, full containers, porta chiatte, multipurpose, roll-on
roll-off, ecc) sia, in maniera significativa, del porto, accelerandone
la trasformazione in termini infrastrutturali ed organizzativi.
Intanto, a cavallo degli anni '60 e '70, i vettori marittimi che
operano su determinate correnti di traffico si associano tra loro
in "conferences" allo scopo di tutelare meglio i propri
interessi: associazioni istituite per evitare concorrenze selvagge
tra gli stessi vettori che operano sulle stesse rotte, suddivise
per questo nelle diverse aree geografiche.
Il solo aumento della potenzialità del trasporto marittimo,
non bastava, ed il solo modo possibile di raggiungere e consolidare
gli obiettivi di produzione e sicurezza era quello di essere adeguato
e congruo in tutte le componenti imprenditoriali coinvolte.
In definitiva furono proprio l'innovazione degli imballaggi, l'aumento
della capacità di stiva, il gigantismo strutturale e la specializzazione
attrezzistica della nave ad obbligare i porti ad adeguarsi.
Cominciò quindi il lento disarmo della nave tradizionale
adibita al trasporto di merci varie e contemporaneamente arrivarono
le varianti apportate alle nuove regole INCOTERMS, ai contratti
di compravendita delle merci.
Nasceva, come necessità di competizione, il terminale: una
nuova struttura adatta alla gestione del maneggio di carichi di
massa con livelli di resa in continua ascesa.
Virtualmente il gancio della nave si era spostato in questa nuova
struttura organizzata su spazi attrezzati adeguatamente alle varie
tipologie di ciclo di lavoro, dove interagiscono mezzi di tecnologia
avanzata ed uomini che lavorano su aree operative, logistiche e
tecniche per contri
buire alla gestione di un ciclo completo produttivo; non più
dalla stiva al gancio sottobordo, ma dalla stiva al cancello del
terminale e viceversa; specie per le merci conteneirizzate il traffico
si dilata e va oltre il cancello, fino all'organizzazione terminalistica
dell'interporto o alla “porta del ricevitore”.
Nel frattempo, per avere un peso maggiore all'interno della singola
“conference”, tra i vettori si formano alleanze armatoriali
denominate “pool" o ' joint service”; la potenza
economica di queste alleanze è tale da condizionare le correnti
di traffico. Con il containers in primis, nato negli anni 50' negli
USA e l'evoluzione degli altri tipi di imballaggio, inizia un inarrestabile
processo di globalizzazione che sotto l'aspetto economico riguardava
lo scambio delle merci; in questo nuovo scenario per entrare e restare
nel mercato dei traffici marittimi portuali, occorreva investire
su strutture, infrastrutture, sovrastrutture e sulla tecnologia
per l'arredo di grandi aree operative: passare, dal porto della
raccolta merci sulle banchine “sottopalanco” ad un sistema
moderno perfettamente integrato alle esigenze della nave in porto
nelle fasi operative - commerciali, dove la risorsa umana avrebbe
assunto il ruolo di protagonista.
Il trasporto marittimo, in continua evoluzione, si dota di strumenti
ed equipaggiamenti idonei ed adeguati ad ogni ciclo di lavoro, la
cui gestione è affidata all'attività terminalista;
vengono inserite nuove modalità di consegna delle merci “da
e per” la nave, nascono gli interporti intesi come piattaforme
logistiche terrestri e nuovi tipi di trasporto a terra, su gomma
e per ferrovia o per vie fluviali; il tutto per velocizzare il trasferimento
delle merci in entrata ed uscita dai porti.
Va ricordato che prima della riforma notevoli erano le carenze infrastrutturali
dei porti, delle ferrovie e delle strade; e, nella maggior parte
dei casi, carente il coordinamento tra le banchine e l'organizzazione
terminalistica nella gestione del ciclo completo.
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L’Angolo della Poesia
a cura di Lino
Scarnecchia
Picchette Maledette
Giornalmente,senza tregua,alle otto
e trenta
puntualmente e con tenacia c'è chi allenta
nella frenesia, svolge, stende manichette
per dar l'avvio alle infernali picchette,
per la tolda la ruggine quelle maledette
a cospirar trame, eseguir vendette;
ed invano urla salgono dalle cuccette
di gente fuori servizio, appena assopita
che tentar di turar orecchie con le dita
Il ritmo continuo del tafferuglio immane
par di voci corrotte, brontolii, parole strane
spesso impazzite, stridenti ed arcane
come di allarmi "attenti al pescecane".
Ed intanto questi baldi marinai italiani
sembran curiosi provetti messicani
con picchette traballanti al ritmo
di tonde maracas stralunati
ballando cucarachas, senza sosta, forsennati
per render lustro a chi ha il comando
cui la ciurma gode se ne avesse il bando.
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Complesso Bandistico
“Città di Gaeta”
Si è svolta sabato 3 marzo 2007 a Perugia la VI Rassegna
Nazionale Musicale “A. Bartoccioli”, protagonista di
quest’anno è stato il Complesso Bandistico “Città
di Gaeta”.
Lo scopo principale di tale manifestazione, organizzata dalla Regione
Umbria e dal Comune di Perugia, è appunto quello di far esibire
nella stessa città orchestre o bande provenienti da ogni
parte per instaurare una piacevole amicizia ed uno scambio culturale
in nome della musica.
I giovanissimi musicisti gaetani si sono esibiti alle ore 21.00
presso la “Sala dei Notari” all’interno del duecentesco
“Palazzo dei Priori” nell’antico centro storico
del capoluogo umbro. Nell’antico salone affrescato, riempitosi
di appassionati, un consistente pubblico ha potuto assistere all’esecuzione
di famosi brani tratti dal repertorio di musica leggera contemporanea.
Caratteristico è stato il finale con l’ormai tradizionale
“Cavalleria Leggera” di Franz Von Suppé e la
celebrissima “Disney Fantasy”.
Nell’intermezzo il presidente della VI Circoscrizione del
Comune di Perugia e l’Assessore alla Cultura, in rappresentanza
dell’Amministrazione Comunale, così come il presidente
della Filarmonica “V. Puletti”, in qualità di
organizzatori della rassegna, hanno elogiato le notevoli qualità
dell’orchestra gaetana suggellando con uno scambio di doni
la stima e l’amicizia reciproca. Un’occasione importante
per l’apprezzata istituzione musicale della città tirrenica,
che vanta un organico di cinquanta elementi e più di un decennio
di vita, ma soprattutto, un momento eccezionale di confronto e di
scambio culturale.
Un vero motivo d’orgoglio per la cittadinanza intera di Gaeta
che segue con affetto e passione i propri ragazzi che, attraverso
la loro presenza a questo significativo appuntamento nazionale,
assiste al giusto riconoscimento di anni di duro impegno e sacrificio.

Gaetani nel mondo
“Gaetani nel mondo” è una brillante
iniziativa di Antonio Montella, noto ed apprezzato esponente dell’imprenditoria
turistica gaetana nonché ideatore del sito www.gaetaninelmondo.it.
“L’iniziativa messa in campo – afferma Montella
– rappresenta un’opportunità importante d’incontro
on-line per tutti i nostri concittadini che sono lontani dalla nostra
città”. “Un sito in cui, oltre ad accorciare
le distanze, grazie anche ad un dinamico forum, è possibile
inserire il proprio diario di viaggio: pensieri, riflessioni, storie,
contribuendo così a raccogliere informazioni utili per chi
affronterà lo stesso viaggio”. Ma non solo. Gaetani
nel mondo raccoglie anche interessanti notizie riguardanti Gaeta
e l’ospitalità del posto, senza tralasciare l’informazione
e gli indirizzi utili per chi volesse visitare la città del
medio Tirreno.
Vele
nel Golfo, edizione 2007
Il Golfo di Gaeta si appresta ad ospitare manifestazioni veliche
a carattere nazionale che inizieranno
a fine aprile per concludersi i primi di settembre.
A presentare l'ambizioso programma, Giacomo Bonelli, Presidente
della Lega Navale sez. di Gaeta, da sempre al centro di iniziative
che nascono dell'amore per Gaeta e per il suo paesaggio marino.
"Vele nel Golfo – spiega Bonelli – rappresenta
un appuntamento ormai consolidato in questi anni durante il quale
il Golfo di Gaeta, diventa il palcoscenico ideale per le vele d'altura,
campionato di classe Laser SB3, classe Snipe, e le Vele d'epoca".
Vele nel Golfo – ed. 2007, nasce in un'ottica di sinergia
e vede tra i principali promotori il Club Nautico di Gaeta, la Lega
Navale, il Flavio Gioia e l'Istituto Tecnico Nautico G. Caboto di
Gaeta, con la fattiva collaborazione della Capitaneria di Porto
di Gaeta, della Scuola Nautica della GdF, della Camera di Commercio
di Latina, dell'Amministrazione Comunale di Gaeta, dell'Autorità
dei Porti di Roma e del Lazio, della Confcommercio di Latina e dell'Ascom
di Gaeta.
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