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"MARZO 2007"



Avviso ai naviganti
L’Associazione A.Ma.Re. – Gaeta si stà attivando per il recupero dell’IRPEF pagato per il periodo di malattia negli ultimi cinque anni. Inoltre per i marittimi italiani imbarcati su navi battenti bandiere estere per periodi superiori ai 183 giorni l’anno è prevista l’esclusione dalla base imponibile del relativo reddito come specificato nell’articolo 5, comma 5 della legge del 16 marzo n. 88.
Per ulteriori informazioni, rivolgersi alla sede dell’Associazione Marittima Regionale in via Europa, 54 Gaeta.

 

Grimaldi Group ed Istituto Tecnico Nautico: sinergia vincente.

Con l’approvazione da parte della Regione Lazio dei Poli Formativi e dei percorsi I.F.T.S. (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore), accanto alle altre, assume un rilievo del tutto singolare la collaborazione tra la Grimaldi Group di Napoli e l’Istituto Tecnico Nautico “G. Caboto” di Gaeta.
Infatti, la Grimaldi Group di Napoli con una gestione di ben 120 navi ed altre 12 in costruzione, con oltre 7000 dipendenti tra personale di bordo e di terra, con un fatturato di un miliardo e mezzo di euro è leader mondiale nel trasporto ro/ro. Inoltre, ad oggi, è l’ armatore che concretamente porta avanti con forti investimenti lo sviluppo delle autostrade del mare.
Le grandi aziende, come le società che hanno svolto un ruolo leader nella storia, si sono sempre preoccupate di formare le proprie classi dirigenti. La Grimaldi Group di Napoli, non ha mai delegato il proprio ruolo a terzi ma da sempre investe nella formazione dei suoi equipaggi. Già dagli anni 80’ ha operato organizzando corsi di studio affinché tutto il suo corpo ufficiali conseguisse il doppio diploma (macchina e coperta), scelta che portò ad un importante miglioramento dei profili professionali del personale navigante e favorì anche la riconversione di questi nelle professioni e gestioni di terra dell’Azienda. In questo modo la società ha dato risposte concrete alla difficoltà che attraversa tutta la marineria commerciale d’Europa che trova difficoltà a reperire Ufficiali. La Grimaldi Group oggi continua ad organizzare corsi mensili di aggiornamento per tutto il suo personale dipendente ed è una delle poche realtà amatoriali italiane che continua ad imbarcare 3 allievi ufficiali per ciascuna unità, vera scuola per gli ufficiali della marina mercatile.
Dagli accordi intercorsi tra l’Armamento e l’ Istituto Nautico di Gaeta parte l’ultima iniziativa (ma solo in ordine di tempo) nel campo della formazione.
Infatti da quest’ anno, con l’inizio dei corsi per “Tecnico Superiore per la Conduzione Di Navi Mercantili – Sezione Coperta”, che coinvolgerà direttamente l’Azienda e l’Istituto, quest’ultimo diventerà Centro Eccellenza della Grimaldi Group Napoli attraverso l’ organizzazione di corsi annuali.

Il tutto nasce con non pochi sacrifici ed è stato ideato e portato avanti dal Preside Antonio Troisi, il Comandante d’ Armamento del Gruppo, Cap. Alfonso Vitale e dal dott. Giambattista Balletta Commercial Manager Short Sea.
Già durante il primo corso, al fine di raggiungere alti standard professionali, gli allievi saranno seguiti, attraverso lezioni frontali, seminari, simulazioni e stages, da figure altamente professionali che la Compagnia di Navigazione metterà a disposizione in modo di istaurare un rapporto diretto e costruttivo con gli aspiranti allievi, trasferendo le competenze acquisite nell’esercizio professionale alle nuove leve, esattamente come accadeva nei primi decenni di vita dell’Istituto (metà ‘800), quando i Comandanti di Gaeta addestravano i giovani iscritti alla scuola nautica. Accanto alla preparazione teorica scenderà in campo la ricchezza e le competenze professionali del personale Grimaldi. Gli allievi ammessi al primo corso verranno selezionati direttamente dalla Grimaldi Group di Napoli tra coloro che, conseguito il diploma da Tecnico dei trasporti Marittimi (Capitani), mostreranno forti motivazioni, passione per il lavoro marittimo e competenze. A fine corso, lo stesso Gruppo selezionerà per l’ imbarco gli allievi che rientreranno nei parametri stabiliti di concerto, trasformando la formazione in autentica opportunità di lavoro.
Il Comandante di Armamento, Cap. Alfonso Vitale, sottolinea come la scelta della collaborazione della Grimaldi Group di Napoli con l’Istituto Nautico “Caboto” di Gaeta nasce dalla stima a dall’ apprezzamento di un istituto sempre lungimirante nelle sue scelte formative e di indirizzo.

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO PORTUALE
di Paolo Angelitti

Organizzazione del lavoro portualeLa nave ed il porto hanno conservato posizioni tradizionali in termini strutturali, infrastrutturali, attrezzistici ed organizzativi fino agli anni 60'.
Successivamente cominciò una lenta evoluzione che, di fronte alle pressanti esigenze e innovazioni del trasporto marittimo, costringeva i due vettori, marittimo e portuale, a sforzi di adeguamento ed adattamento di volta in volta improvvisati perché dettati da necessità estemporanee e comunque mai liberamente scelti sulla base di esigenze di ottimizzazione delle due realtà operative.
Le due attività, quella marittima e quella portuale, sono rimaste sempre distinte nelle rispettive realtà organizzative: la nave, nella sua tradizionale struttura ed attrezzatura per il trasporto di merci varie; ed il porto con una organizzazione caratterizzata da un monopolio garantito ed una attività "taylorizzata" nella razionalizzazione del lavoro che aveva lo scopo di aumentare la produttività mediante la suddivisione rigida in fasi distinte ed autonome dell'intero processo lavorativo.

La pratica internazionale del trasporto alla condizione "liner terms", largamente in uso, riferita al trasferimento di ogni tipo di carico, "merci varie", da porto a porto con la consegna e riconsegna al gancio, "sottopalanco" in banchina, continuava ad essere l'unico sistema in uso nell'attività portuale, perché poneva chiari limiti di responsabilità dei vettori per la detenzione delle cose, permettendo nel contempo, di conservare l'organizzazione del lavoro portuale tradizionale limitata alla movimentazione del carico a bordo "da o per" la stiva (tiraggio - Stowage/Unstowage) e sottobordo "da e per" la nave (facchinaggio - Shore labour).
È il caso di ricordare che fino all'ultimo conflitto bellico e subito dopo, il costo finale di un prodotto era caratterizzato dai costi di produzione e di trasporto, dove quest’ultimo incideva in minima parte sul costo finale. Con l'industrializzazione della produzione (catene di montaggio, robottizzazione, assemblaggi programmati, ecc.) diminuiscono i costi di produzione, mentre crescono notevolmente quelli del trasporto, favoriti dalla costante tendenza alla mondializzazione degli scambi commerciali.
Subentra una responsabilità globale degli alti costi del trasporto e solo alla fine degli anni 60' inizia lo studio per razionalizzare il sistema dei trasporti via mare; per la prima volta la nave ed il porto di conseguenza si trovano accomunati nella ricerca di un'economia di scala, vista come guadagno in termini di aumento della produzione nel trasporto e nel maneggio, affrontando un processo di adeguamento strutturale ed infrastrutturale e ad un aumento dell'efficienza organizzativa.
Si punta inizialmente all'aumento della velocità di trasferimento delle merci che si rileva dopo poco tempo fallimentare; i pochi giorni di guadagno nelle traversate oceaniche, con rilevanti consumi di combustibile, si perdevano nei porti dove le organizzazioni muovevano i primi passi verso quell’efficientismo richiesto in termini di organizzazione per incrementare le rese e di miglioramento della sicurezza sul lavoro raggiunto solo dopo la riforma del 1994.
La specializzazione strutturale ed attrezzistica della nave, sollecitata dalla stessa evoluzione e innovazione degli imballaggi (reggettatura, preslingatura, unitizzazione, containerizzazione, chiattaggio e lavoro orizzontale), vista come capacità di utilizzo di ogni nuovo progetto tecnologicamente avanzato per aumentare la produzione con l'aumento della "capacità di stiva" - preso successivamente in considerazione - fu determinante nel processo evolutivo sia di specializzazione della nave in fatto di tipologie (autostivanti, full containers, porta chiatte, multipurpose, roll-on roll-off, ecc) sia, in maniera significativa, del porto, accelerandone la trasformazione in termini infrastrutturali ed organizzativi.
Intanto, a cavallo degli anni '60 e '70, i vettori marittimi che operano su determinate correnti di traffico si associano tra loro in "conferences" allo scopo di tutelare meglio i propri interessi: associazioni istituite per evitare concorrenze selvagge tra gli stessi vettori che operano sulle stesse rotte, suddivise per questo nelle diverse aree geografiche.
Il solo aumento della potenzialità del trasporto marittimo, non bastava, ed il solo modo possibile di raggiungere e consolidare gli obiettivi di produzione e sicurezza era quello di essere adeguato e congruo in tutte le componenti imprenditoriali coinvolte.

In definitiva furono proprio l'innovazione degli imballaggi, l'aumento della capacità di stiva, il gigantismo strutturale e la specializzazione attrezzistica della nave ad obbligare i porti ad adeguarsi.
Cominciò quindi il lento disarmo della nave tradizionale adibita al trasporto di merci varie e contemporaneamente arrivarono le varianti apportate alle nuove regole INCOTERMS, ai contratti di compravendita delle merci.
Nasceva, come necessità di competizione, il terminale: una nuova struttura adatta alla gestione del maneggio di carichi di massa con livelli di resa in continua ascesa.
Virtualmente il gancio della nave si era spostato in questa nuova struttura organizzata su spazi attrezzati adeguatamente alle varie tipologie di ciclo di lavoro, dove interagiscono mezzi di tecnologia avanzata ed uomini che lavorano su aree operative, logistiche e tecniche per contri
buire alla gestione di un ciclo completo produttivo; non più dalla stiva al gancio sottobordo, ma dalla stiva al cancello del terminale e viceversa; specie per le merci conteneirizzate il traffico si dilata e va oltre il cancello, fino all'organizzazione terminalistica dell'interporto o alla “porta del ricevitore”.

Nel frattempo, per avere un peso maggiore all'interno della singola “conference”, tra i vettori si formano alleanze armatoriali denominate “pool" o ' joint service”; la potenza economica di queste alleanze è tale da condizionare le correnti di traffico. Con il containers in primis, nato negli anni 50' negli USA e l'evoluzione degli altri tipi di imballaggio, inizia un inarrestabile processo di globalizzazione che sotto l'aspetto economico riguardava lo scambio delle merci; in questo nuovo scenario per entrare e restare nel mercato dei traffici marittimi portuali, occorreva investire su strutture, infrastrutture, sovrastrutture e sulla tecnologia per l'arredo di grandi aree operative: passare, dal porto della raccolta merci sulle banchine “sottopalanco” ad un sistema moderno perfettamente integrato alle esigenze della nave in porto nelle fasi operative - commerciali, dove la risorsa umana avrebbe assunto il ruolo di protagonista.
Il trasporto marittimo, in continua evoluzione, si dota di strumenti ed equipaggiamenti idonei ed adeguati ad ogni ciclo di lavoro, la cui gestione è affidata all'attività terminalista; vengono inserite nuove modalità di consegna delle merci “da e per” la nave, nascono gli interporti intesi come piattaforme logistiche terrestri e nuovi tipi di trasporto a terra, su gomma e per ferrovia o per vie fluviali; il tutto per velocizzare il trasferimento delle merci in entrata ed uscita dai porti.
Va ricordato che prima della riforma notevoli erano le carenze infrastrutturali dei porti, delle ferrovie e delle strade; e, nella maggior parte dei casi, carente il coordinamento tra le banchine e l'organizzazione terminalistica nella gestione del ciclo completo.

L’Angolo della Poesia
a cura di Lino Scarnecchia

Picchette Maledette


Giornalmente,senza tregua,alle otto e trenta
puntualmente e con tenacia c'è chi allenta
nella frenesia, svolge, stende manichette
per dar l'avvio alle infernali picchette,
per la tolda la ruggine quelle maledette
a cospirar trame, eseguir vendette;
ed invano urla salgono dalle cuccette
di gente fuori servizio, appena assopita
che tentar di turar orecchie con le dita
Il ritmo continuo del tafferuglio immane
par di voci corrotte, brontolii, parole strane
spesso impazzite, stridenti ed arcane
come di allarmi "attenti al pescecane".
Ed intanto questi baldi marinai italiani
sembran curiosi provetti messicani
con picchette traballanti al ritmo
di tonde maracas stralunati
ballando cucarachas, senza sosta, forsennati
per render lustro a chi ha il comando
cui la ciurma gode se ne avesse il bando.

Complesso Bandistico
“Città di Gaeta”



Si è svolta sabato 3 marzo 2007 a Perugia la VI Rassegna Nazionale Musicale “A. Bartoccioli”, protagonista di quest’anno è stato il Complesso Bandistico “Città di Gaeta”.
Lo scopo principale di tale manifestazione, organizzata dalla Regione Umbria e dal Comune di Perugia, è appunto quello di far esibire nella stessa città orchestre o bande provenienti da ogni parte per instaurare una piacevole amicizia ed uno scambio culturale in nome della musica.
I giovanissimi musicisti gaetani si sono esibiti alle ore 21.00 presso la “Sala dei Notari” all’interno del duecentesco “Palazzo dei Priori” nell’antico centro storico del capoluogo umbro. Nell’antico salone affrescato, riempitosi di appassionati, un consistente pubblico ha potuto assistere all’esecuzione di famosi brani tratti dal repertorio di musica leggera contemporanea. Caratteristico è stato il finale con l’ormai tradizionale “Cavalleria Leggera” di Franz Von Suppé e la celebrissima “Disney Fantasy”.
Nell’intermezzo il presidente della VI Circoscrizione del Comune di Perugia e l’Assessore alla Cultura, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, così come il presidente della Filarmonica “V. Puletti”, in qualità di organizzatori della rassegna, hanno elogiato le notevoli qualità dell’orchestra gaetana suggellando con uno scambio di doni la stima e l’amicizia reciproca. Un’occasione importante per l’apprezzata istituzione musicale della città tirrenica, che vanta un organico di cinquanta elementi e più di un decennio di vita, ma soprattutto, un momento eccezionale di confronto e di scambio culturale.
Un vero motivo d’orgoglio per la cittadinanza intera di Gaeta che segue con affetto e passione i propri ragazzi che, attraverso la loro presenza a questo significativo appuntamento nazionale, assiste al giusto riconoscimento di anni di duro impegno e sacrificio.




Gaetani nel mondo
“Gaetani nel mondo” è una brillante iniziativa di Antonio Montella, noto ed apprezzato esponente dell’imprenditoria turistica gaetana nonché ideatore del sito www.gaetaninelmondo.it.

“L’iniziativa messa in campo – afferma Montella – rappresenta un’opportunità importante d’incontro on-line per tutti i nostri concittadini che sono lontani dalla nostra città”. “Un sito in cui, oltre ad accorciare le distanze, grazie anche ad un dinamico forum, è possibile inserire il proprio diario di viaggio: pensieri, riflessioni, storie, contribuendo così a raccogliere informazioni utili per chi affronterà lo stesso viaggio”. Ma non solo. Gaetani nel mondo raccoglie anche interessanti notizie riguardanti Gaeta e l’ospitalità del posto, senza tralasciare l’informazione e gli indirizzi utili per chi volesse visitare la città del medio Tirreno.

Vele nel Golfo, edizione 2007
Il Golfo di Gaeta si appresta ad ospitare manifestazioni veliche a carattere nazionale che inizieranno
a fine aprile per concludersi i primi di settembre.
A presentare l'ambizioso programma, Giacomo Bonelli, Presidente della Lega Navale sez. di Gaeta, da sempre al centro di iniziative che nascono dell'amore per Gaeta e per il suo paesaggio marino.
"Vele nel Golfo – spiega Bonelli – rappresenta un appuntamento ormai consolidato in questi anni durante il quale il Golfo di Gaeta, diventa il palcoscenico ideale per le vele d'altura, campionato di classe Laser SB3, classe Snipe, e le Vele d'epoca".
Vele nel Golfo – ed. 2007, nasce in un'ottica di sinergia e vede tra i principali promotori il Club Nautico di Gaeta, la Lega Navale, il Flavio Gioia e l'Istituto Tecnico Nautico G. Caboto di Gaeta, con la fattiva collaborazione della Capitaneria di Porto di Gaeta, della Scuola Nautica della GdF, della Camera di Commercio di Latina, dell'Amministrazione Comunale di Gaeta, dell'Autorità dei Porti di Roma e del Lazio, della Confcommercio di Latina e dell'Ascom di Gaeta.


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